E' scontro sui tempi di esame della legge elettorale. Il presidente della commissione Affari Costituzionali, Nazario Pagano, in mattinata ha annunciato sia il contingentamento dei tempi di discussione, sia la cancellazione delle sedute previste nel weekend a causa della fiducia che verrà posta domani sul piano casa e che porterà con sé l'interruzione delle votazioni a più livelli. Alla tensione crescente in commissione - culminata in un accesissimo botta e risposta tra Pagano e il dem Federico Fornaro - è seguita una lettera ufficiale indirizzata da tutta la minoranza parlamentare al presidente della Camera Lorenzo Fontana. La richiesta messa nero su bianco è di differire al "prossimo calendario" l'avvio "dell'esame" in Aula, fissato attualmente al 26 giugno, perché la "drastica riduzione dei tempi" non consente un "esame adeguato".

Da parte sua Pagano aveva argomentato così la stretta: "La commissione ha esaminato, ad oggi, 10 proposte emendative in 10 ore e 40 minuti di seduta". Per licenziare il testo "mancano" ancora "460 emendamenti", di qui la deliberazione di "una durata massima delle dichiarazioni di voto pari a tre minuti per ciascun deputato". Ma nel concreto, la decisione, ha subito prodotto fibrillazioni, con il dem Fornaro che si è infuriato quando ha visto ostacolato il suo diritto a chiedere spiegazioni su un emendamento di maggioranza (quello sul Trentino Alto Adige) che stava per essere approvato. Su "una materia di particolare delicatezza costituzionale, quale quella elettorale, non sussistono termini costituzionali o regolamentari inderogabili", rimarcano le opposizioni tutte.