Luca Blasi, assessore alla Cultura e alle politiche abitative del III Municipio, chiede al sindaco di Roma Roberto Gualtieri di prendere posizione contro gli sgomberi. “Se esiste davvero un’idea diversa di Paese, alternativa alla deriva autoritaria della destra, questa è la battaglia da combattere fino in fondo”.

"Noi eravamo in piazza a Torino a difendere Askatasuna, soprattutto perché si è verificato un atto che può essere definito come una forma di bullismo istituzionale all’interno dei confini della città. Per l’occasione è stata messa in campo un’operazione completamente sproporzionata: un intero quartiere blindato, strade chiuse, polizia ovunque. Due scuole sono state chiuse e i bambini hanno dovuto rinunciare alle feste e alle iniziative natalizie". A parlare, a Fanpage.it, è Luca Blasi, assessore alla Cultura e alle politiche abitative del III Municipio. Parte di Sinistra italiana, Blasi da anni anima e fa parte delle esperienze dei centri sociali romani, ora sotto concreta minaccia di cancellazione. "A Torino si è creato un clima di paura diffusa in tutta la città, all’interno di uno spazio che era perfettamente integrato nelle dinamiche del quartiere e sul quale il Comune aveva avviato, da due anni, un percorso ormai giunto alla fase conclusiva – continua -. A noi sembra evidente che tutta l’operazione abbia il sapore della vendetta e risponda alla volontà di continuare a utilizzare le forze dell’ordine come strumento politico. Un altro tema centrale è proprio l’uso della polizia come se fosse una milizia privata e l’ostentazione di operazioni presentate nel discorso pubblico come interventi di sicurezza, quasi come trofei da esibire alla piazza". Dopo Milano e Torino, l’attenzione si è concentrata su Roma, dove da tempo è aperto il tema degli sgomberi di occupazioni abitative e centri sociali.