Libero QuotidianoBlogAmore amaroSeparazione e casa familiare: perché andarsene senza una strategia può complicare tuttoMarzia CoppolaAvvocato matrimonialista, educata alla resilienza e alla libertà. Laureata in Italia e in Francia, ho continuato gli studi per diventare anche avvocato della Sacra Rota. Mi occupo di diritto di famiglia a 360 gradi (e più!). Convinta che anche dalla relazione peggiore si possa imparare qualcosa.4' di letturaQuando un matrimonio o una convivenza entrano in crisi, il desiderio di allontanarsi può diventare irresistibile. Dopo mesi, talvolta anni, di incomprensioni, litigi e tensioni quotidiane, lasciare la casa familiare appare spesso come l'unica soluzione possibile per recuperare serenità e sottrarsi a un clima diventato insostenibile.
Si tratta di una reazione umanamente comprensibile. Tuttavia, ciò che è comprensibile sul piano emotivo non sempre è privo di conseguenze sul piano giuridico. Ed è proprio in questi momenti, quando prevalgono rabbia, delusione o sofferenza, che si commettono gli errori più difficili da correggere.
Nel mio lavoro di avvocato di diritto di famiglia, mi capita frequentemente di incontrare persone che hanno assunto decisioni importanti sull'onda dell'emotività, salvo poi scoprire che quelle stesse scelte hanno complicato il percorso della separazione e la gestione dei rapporti con l'altro genitore.









