“Ho 52 anni e mi sento come un ragazzetto incastrato dentra casa con ‘i suoi’ perché non può mantenersi. Ho scoperto il tradimento di mia moglie, Marina; lei non ha negato e continua a viversi la sua relazione, sotto il mio naso. Vorrei andarmene lontano da lei, ma non me lo posso permettere”. Ci scrive affranto e sofferente, Roberto E., che vive a Roma e lavora in un supermercato. “Non è solo il tradimento a farmi soffrire, ma il senso di impotenza: sapere cosa sta succedendo e non avere la possibilità concreta di agire per stare meglio”.

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Un matrimonio che si è spento lentamente

“Con Marina siamo sposati da tanti anni. Le voglio bene, questo non è mai cambiato, ma da un po’ sentivo che qualcosa tra di noi si era incrinato. Non c’era più quella complicità di un tempo, soprattutto nella nostra intimità. Era sempre più raro cercarci. O meglio, ero quasi sempre io a fare il primo passo. Lei mi diceva che non era più interessata tanto al sesso in questo momento della sua vita, che stava bene così. Ho voluto rispettare questo suo sentire, anche se dentro di me questa cosa mi faceva soffrire. Mi sentivo rifiutato, anche se non lo dicevo apertamente. Quelle poche volte in cui stavamo insieme erano momenti belli, in cui ritrovavamo un po’ di vicinanza, e questo mi faceva pensare che forse era solo un periodo. Mi aggrappavo a quei momenti per convincermi che tra di noi non fosse davvero finita. Col tempo, però, quella distanza è diventata la normalità. Vivevamo sotto lo stesso tetto, ma come se fossimo sempre più lontani. Io continuavo a sperare che qualcosa potesse cambiare, che bastasse avere pazienza”.