"Non ricevo in modo regolare i rimborsi spese per un tirocinio. Un posto a cui avuto accesso per uscire da una situazione di indigenza nella quale mi sono trovata, in quanto donna vittima di violenza". È il grido di allarme di una cinquantenne residente in Valdelsa. Un matrimonio alle spalle, una figlia che frequenta l’Università. "Ho accumulato diverse more e non ho potuto ancora pagarle la retta", spiega la signora che si è rivolta al nostro giornale. Negli ultimi tre anni in seguito alla conoscenza con un altro uomo, più giovane di lei, le ha reso la vita impossibile. "Minacce, intrusioni notturne in casa - aggiunge - ho fatto denuncia ai Carabinieri per un crescendo preoccupante di azioni. Vicende successive alla fine di un legame che lui non voleva accettare". Si prende qualche secondo di pausa e poi ricomincia con la narrazione per spostare l’attenzione sul capitolo lavoro: "Ho la qualifica di operatrice socio sanitaria, con esperienze. Lavori che ho perduto, per cause non dipendenti dalla mia volontà. Per le minacce pesanti mi è stata attivata la vigilanza dinamica. Ho deciso allora di ricostruirmi una identità professionale rivolgendomi al Centro per l’impiego in modo da contare su progetti per le donne vittime di violenza. Ho trovato un tirocinio come operaia in una azienda, 500 euro al mese". Ed ecco il quadro odierno...