TREVISO - Una storia fatta di sofferenza, ma anche di coraggio, di tenacia e infine di gratitudine per il supporto fornitole dalla polizia. Irina, cinquantenne residente a Treviso, oggi sorride, ma il burrascoso percorso che ha appena finito di attraversare è stato a dir poco doloroso per lei. Tutto è nato da una relazione di cui, come spesso purtroppo succede, ha finito alla fine per diventare vittima. I segnali d'allarme, stando al suo racconto, sono cominciati con dei comportamenti di estrema gelosia, se non ossessione. «Mio marito (da cui ora si sta separando, ndr) mi controllava continuamente il telefono» spiega Irina.

Ma non si è trattato solo di questo. Di episodi ce ne sono stati diversi, ma Irina fa fatica a raccontarli. «Tutto è peggiorato quando lui ha acquistato un bar, spendendo 35mila euro». Da lì, secondo la donna, ha iniziato a entrare in brutti giri. «E a fare uso di droga. Quando l'ho scoperto, tutto è degenerato». Fino a un episodio. «Era settembre del 2024. Una mattina ha iniziato a urlarmi "Io ti ammazzo", minacciandomi con un enorme coltello da cucina». Irina però ha avuto la prontezza di riprenderlo col cellulare: «Per fortuna lo avevo in mano. Ho riguardato quel video solo la sera. Non mi rendevo conto di cosa fosse successo». La donna è subito scappata di casa, trovando rifugio da un'amica.