Il focus. 24 giugno 2026 alle 00:59Aumentano gli accordi consensuali tra ex coniugi, il 60% trova un’intesa
In città circa un matrimonio su tre tende a sciogliersi nel corso della vita coniugale, ma in compenso si litiga meno e – in alcuni casi – si riesce a chiudere la vertenza in poco più di un mese senza strascichi di rancore, rabbia o sofferenza per i protagonisti e, soprattutto, per i figli. Merito delle soluzioni consensuali delle cause promosse che, ormai da qualche anno, sono sempre più numerose. In sintesi, l’ultimo anno si è registrato un calo netto dei procedimenti familiari (-24,6% circa, da 1.113 a 839) e una tendenza verso soluzioni consensuali, con una forte diminuzione dei contenziosi. In compenso, però, quando si litiga – e si litiga ancora moltissimo – si rischia di farlo per anni, con procedimenti che spesso sfociano nel penale e con battaglie durissime a suon di cause che, in vari casi, mettono in mezzo anche i bambini. Il tutto solo per ottenere pochi spiccioli in più o in meno di mantenimento, oppure per questioni di principio.
La situazione
«Il mondo delle separazioni è variegato», spiega l’avvocata Maria Donata Concas, «Si è riposta molta speranza nella riforma Cartabia che, almeno in teoria, avrebbe dovuto porre al centro il minore. Non sempre questo accade, anzi, a volte si entra una spirale senza uscita, tra l’intervento dei Servizi Sociali, la nomina del curatore per i minori e i percorsi di sostegno alla genitorialità più o meno efficaci. Tutti questi strumenti, utilissimi sulla carta, a volte diventano un boomerang verso il genitore più responsabile». Gli avvocati lo dicono subito: nessun percorso è possibile se non c’è la volontà di mettersi in gioco superare i propri personali interessi. «Lo stesso concetto di bigenitorialità, che in astratto garantisce la presenza nella vita del minore di entrambi i genitori», prosegue l’avvocata, «viene svuotato di ogni significato se non si comprende che il fulcro è l’effettivo benessere e cura del minore, non un semplice assetto economico. Tutto ciò rende difficoltoso trovare un accordo». In poche parole: il segreto di una buona separazione, e poi di un buon divorzio, sta nell’accordo, non nella guerra.







