Ci si sposa meno, più tardi e sempre più spesso in Comune. Il quadro che emerge dall’ultimo rapporto Istat su matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi racconta un Paese in cui le scelte familiari cambiano ritmo e forma, tra difficoltà economiche, instabilità lavorativa e nuovi modelli di coppia. Nel 2024 i matrimoni celebrati in Italia sono stati 173.272, con una diminuzione del 5,9% rispetto all’anno precedente. Il calo è ancora più marcato per i riti religiosi, in flessione dell’11,4%, mentre anche le prime nozze arretrano: sono state 130.488, il 6,7% in meno.
Un trend che non si arresta
I dati provvisori relativi ai primi nove mesi del 2025 confermano la tendenza: i matrimoni registrano un’ulteriore riduzione del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. A diminuire non sono però solo le nozze. Scendono anche le separazioni, circa 75mila (-9%), e i divorzi, segnalando una fase di ripensamento complessivo dei percorsi di coppia.
Giovani più a lungo in famiglia
Alla base del rinvio del matrimonio pesano soprattutto le difficoltà di accesso alla casa e al lavoro. La quota di giovani che resta nella famiglia di origine fino ai 35 anni è salita al 63,3%, contro il 61,2% del 2012. Incide anche la diffusione delle convivenze prematrimoniali, sempre più frequenti prima delle nozze — quando arrivano.






