L'odio dei leoni da tastiera: "Intanto i genitori dormivano". Il 18enne alla guida resta in carcere: oggi l'interrogatorio

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Da domenica ci sono tre famiglie in apnea: sono quelle di Lorenzo, Camilla e Riccardo, morti nell'incidente di Senago. Il loro dolore ha bisogno di silenzio per sanguinare un po' meno.Ma davanti a certe ingiustizie nemmeno una madre che ha appena perso il figlio può tacere. I «leoni da tastiera» hanno attaccato i ragazzi, in auto in nove, finiti nel canale. E hanno sputato giudizi sui genitori: «E intanto loro dormivano». Come a dire: se ne sono fregati, non li hanno saputi educare e tutte quelle altre sentenze vuote e pungenti che un post di 150 caratteri può contenere. Con la crudeltà e la spregiudicatezza che l'algoritmo ci fa passare per normale.«Abbiate la compiacenza di avere un minimo di rispetto per tutto quello che è successo, un rispetto che finora non avete avuto» rompe il silenzio con parole cariche di dolore e indignazione Alessandra Calderaro, la mamma di Lorenzo Benin, uno dei 17enni che hanno perso la vita sull'Audi A2. Affidando lo sfogo ai suoi profili social, la donna ha deciso di rispondere duramente all'ondata di commenti sgradevoli e inopportuni che nelle ultime ore ha travolto la memoria delle giovani vittime. E di cambiare la narrazione delle cose, per non aggiungere dolore al dolore e per non lasciar correre quella violenza verbale gratuita e inaspettata. «Sono veramente stanca di leggere tutte queste cattiverie da parte di leoni da tastiera che si permettono di scrivere senza conoscere le famiglie o i ragazzi. Ci scrivono che ci sta bene tutto quello che è successo e che stavamo dormendo tranquillamente». Parole cattive a cui la donna risponde con una provocazione diretta a chi si nasconde dietro uno schermo: «Siete stati adolescenti? O vi hanno segregati da qualche parte e per questo motivo adesso siete così frustrati? Se avete il coraggio venite pure a dirmi in faccia quello che scrivete, vi aspetto a braccia aperte».Disperata anche la famiglia di Gabriele Popovici, 18 anni. Il pm di Milano Rosario Ferracane ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere per il ragazzo - a San Vittore da domenica sera - accusato di omicidio stradale plurimo aggravato per la morte di tre amici di 17 e 18 anni, che erano tra i nove ragazzi a bordo. Per il pm la custodia cautelare in carcere si giustifica con due esigenze: il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Il ragazzo dovrà essere sentito dal gip. Oggi ci sarà il primo interrogatorio, davanti al gip di Milano Maria Beatrice Parati.