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Shhhhh, fate piano, non fate rumore, e soprattutto non disturbate la gran pennica della magistratura. Combattiva, adrenalinica, overcaffeinizzata quando si trattava di condurre la campagna referendaria contro il «fascismo» (inesistente), contro la «sottomissione alla politica» (ma quando mai), per l’indipendenza delle toghe (mai discussa da nessuno). Ma - prima e dopo, con meritorie quanto rare eccezioni - sonnecchiante quando si tratterebbe di fare luce sulla malagestione dell’emergenza Covid.
Provate a immaginare la situazione a parti invertite, con il centrodestra eventualmente al governo ai tempi della pandemia e una gestione commissariale in mano a qualche manager indicato da Fratelli d’Italia. In quel caso non serve tanta fantasia per immaginare un festival delle procure, un carnevale di avvisi di garanzia, una raffica di intercettazioni sparacchiate a pioggia nelle redazioni progressiste.
E invece, siccome i fattacci riguardano piddini e grillini, tutto tace. Intendiamoci bene: qui siamo garantisti e mai ci sogneremmo di usare l’arma giudiziaria verso chicchessia. La presunzione di innocenza, per noi, è e resta sacra sempre. E però (ecco il punto: essere garantisti non vuol dire essere ciechi) tutti vediamo e sentiamo una strana inerzia, una curiosa assenza di inchieste, un silenzio assordante.






