Sono un ingranaggio fondamentale della giustizia. Gestiscono fascicoli su estorsioni, spaccio, stalking, maltrattamenti in famiglia, rapine, furti e molti altri reati. Celebrano udienze senza sosta e lavorano anche fino a tredici ore al giorno nei tribunali italiani. Eppure 1.300 magistrati onorari in tutta Italia sono ancora privi delle stesse tutele riconosciute ai colleghi entrati in servizio prima del 2017. Una disparità di trattamento “non più sostenibile”, si legge in una nota di Nuova Magistratura Onoraria.
Per questo l’associazione ha indetto un sit-in per il 24 luglio in piazza Benedetto Cairoli, a Roma, a pochi passi dal Ministero della Giustizia, per chiedere al Guardasigilli “un intervento legislativo che miri non soltanto alla tutela dei magistrati onorari, ma anche a un miglior funzionamento della giustizia”.
Chi sono i magistrati onorari
I magistrati onorari non accedono alla funzione attraverso il concorso, come avviene per i cosiddetti togati. L’articolo 106 della Costituzione consente infatti la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per le funzioni attribuite ai giudici monocratici. In pratica vengono selezionati attraverso bandi pubblici sulla base di titoli, competenze ed esperienza professionale. La categoria comprende giudici di pace, vice procuratori onorari e giudici onorari del tribunale per i minorenni, tra i quali possono essere nominati anche psicologi, educatori e neuropsichiatri.






