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Ultimo aggiornamento: 15:04

Mi occupo ancora una volta dei Direttori del Ministero della Giustizia, ormai sotto assedio di via Arenula.

Sono circa 1600 dipendenti, assunti per concorso, laureati e muniti di elementi di specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale per il sistema Giustizia. Essi, infatti, dirigono il personale amministrativo degli uffici giudiziari e svolgono funzioni del “direttore” attività di “elevato contenuto specialistico”, tra le quali rientrano le funzioni vicarie del dirigente, l’attività ispettiva, l’appartenenza ad organi collegiali, la rappresentanza e la cura degli interessi dell’Amministrazione, la direzione di uffici e di personale.

Ora, per effetto della recente contrattazione, i direttori – che sono una particolarità del Ministero della Giustizia – sono stati inquadrati in un’area inferiore a quella che compete loro (ossia nell’area dei funzionari, anziché in quella delle elevate professionalità). Questo errato inquadramento è attualmente oggetto di contenzioso. Oltre a ciò, mentre i direttori sono stati assunti tutti per concorso (l’ultimo nel 2020/2021 con assunzioni fino al 2024), una procedura del Ministero – avviata il 25 novembre 2025 e in via di definizione – consente l’accesso al profilo di direttore, senza concorso, a 476 funzionari (cioè a coloro che appartengono al profilo inferiore). Procedura considerata illegittima ed impugnata dai direttori. Ad oggi il giudizio è in corso.