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27 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:03

“Altro che separazione delle carriere e la creazione del doppio Consiglio superiore della magistratura. Questa riforma non è la priorità. I cittadini chiedono tempi certi, dalle cause che si fanno per il risarcimento del danno, fino ai processi penali. Ma il sistema è già sotto organico, senza di noi la giustizia sarà al collasso”. Mentre governo e forze politiche già si scontrano e si preparano al referendum sulla giustizia di marzo 2026, è il personale precario assunto con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e ora in scadenza con la fine degli stessi progetti Pnrr, a rivendicare garanzie per il proprio futuro.

Dopo le diverse proroghe arrivate negli anni, ora il governo Meloni non sembra intenzionato a trovare una soluzione, né prevede stabilizzazioni di massa. Così, come già raccontato dal Fatto Quotidiano, un totale di 20mila dipendenti pubblici precari, dalla stessa giustizia, alle Università, passando per i ricercatori degli enti di ricerca fino a Comuni e sanità, rischia di restare presto a casa. Senza lavoro.