HomeArezzoCronacaCrisi Pd I sassolini di RalliAssemblea dem in due puntate. Altri due focolai accesi in provincia. .Luciano Ralli, segretario comunale Pd dimissionario dopo l’assemblea di lunedìRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Francesco Ingardia

Sulla fiamma non c’è finita la pentola a pressione. Meglio optare per la casseruola Lagostina a cottura lenta. Nessuno in fondo nel Pd, all’atto primo dell’assemblea comunale, se l’è sentita di far fischiare la valvola dello sfogatoio dopo la terza sconfitta consecutiva alle amministrative. Più saggio fiutare l’aria, guardarsi in obliquo (chi in cagnesco, chi no). Almeno fino agli inizi della prossima settimana, al prossimo aggiornamento dell’assise.

Ovvio no, l’elefante nella stanza non poteva che essere il filotto di documenti (Montevarchi, Cortona) che nero su bianco hanno trascritto la necessità di "una nuova fase di rilancio" con "nuovi interpreti". Rinnovando un gruppo dirigente oltre i confini della segreteria comunale (citofonare coordinamento provinciale) alla luce delle ferite mai cicatrizzate nei Comuni roccaforte persi plurime volte nel Valdarno e nella Valdichiana. Per non parlare della lettera dei "31 ribelli" in aperta contestazione alle modalità di costruzione del campo largo, della candidatura a sindaco e del verticismo decisionale dei quadri più alti in grado. "Non era il caso di pubblicarla sui giornali", il dito puntato dai fedelissimi di Barbara Croci e Vincenzo Ceccarelli nel nome della "dignità del partito". Poco cambia se il redde rationem in segreteria provinciale è destinato a slittare fino a che il dibattito nell’organismo comunale in Sant’Agostino non arriva ad esaurirsi.