di Francesco Ingardia
Operazione presa della Bastiglia Pd. La sesta scoppola elettorale consecutiva alle amministrative (tra Arezzo, Montevarchi e Cortona) ha innescato la sommossa, trasversale per aree, per stanare il gruppo dirigente aretino, provinciale e comunale. E costringerlo alla rimessa dei mandati da segretari, per Croci e Ralli, alla prima assemblea utile. Partendo da quella dell’unione comunale di lunedì prossimo, al Minerva, ore 21. In attesa della provinciale.
Istanze di "rinnovamento" di classe dirigente dai territori che il Pd Toscana attende(va) prima di mettere mano - con la formula del traghettatore e congresso anticipato o con un commissariamento, poco importa -, alla luce anche della linea rossa tratteggiata dal governatore Giani: "Nuova fase, nuovi interpreti". E all’aut aut emerso dall’assemblea comunale di quella Montevarchi al voto nel ’27 (discussione e azzeramento votato all’unanimità del Pd provinciale), da sommare a quello che potrebbe emergere dalla Valdichiana, a Cortona, sempre in assemblea, questo giovedì.
Tutti moniti che han ronzato forte e chiaro nelle orecchie dei 31 firmatari del documento - di cui La Nazione è entrata in possesso - inviato ad Emiliano Fossi, oltre che per conoscenza a Croci e Ralli. Una "lettera agli organismi" spedita ieri, di buon mattino, e firmata dal gotha aretino schleiniano e d’area riformista. Giusto per intendersi, qualche cognome politicamente non banale: Agnolucci (sia Irene che Andrea), Ricci, Caporali, Gallorini (sia Andrea che Marco), Caneschi, Arcangioli, Vaccari, Bracciali, Giannotti e il sempiterno Mauro Seppia.








