Codevilla La truffa ai preti è arrivata anche nell’Oltrepò Pavese. Si tratta di un raggiro già segnalato in altre località con modalità analoghe: una telefonata, un finto funzionario comunale, la promessa di un contributo per la parrocchia e poi il tentativo di spingere il sacerdote a chiamare un numero indicato dagli stessi truffatori. La dinamica È questo lo schema segnalato anche dal Comune di Codevilla, che invita alla massima prudenza. Nelle ultime ore alcuni sacerdoti della zona sono stati contattati da una donna e, in altri casi, da un uomo, presentatisi falsamente come funzionari comunali. Al telefono annunciavano l’assegnazione di un contributo economico destinato alla parrocchia. Nel racconto di un sacerdote, che resta anonimo, la somma citata era invece di 24 mila euro e sarebbe stata già accreditata. Proprio quel dettaglio ha fatto nascere i sospetti. Il sacerdote ha spiegato di non avere mai presentato alcuna domanda di contributo. Ha chiesto da quale ufficio chiamassero e in quale sede comunale si trovassero, ma dall’altra parte non sono arrivate risposte convincenti. Poi la domanda decisiva: su quale conto sarebbero stati versati i soldi? La risposta è stata vaga: «Nel vostro». Ma la parrocchia, ha fatto notare il sacerdote, ha più conti. A quel punto la telefonata si è interrotta. Dopo avere provato a richiamare quel numero più volte, il sacerdote ha avuto l’impressione di essere stato bloccato. Ha quindi contattato il sindaco, che gli ha confermato che non esisteva alcun contributo. Anche la diocesi è stata avvisata e ha chiesto ai sacerdoti di prestare la massima attenzione. L’obiettivo di questo raggiro può essere ottenere dati bancari sensibili o chiedere pagamenti ingiustificati per sbloccare fondi inesistenti. Il sindaco di Codevilla, Marco Dapiaggi, precisa che nessun ufficio pubblico opera in questo modo. I contributi non vengono erogati con telefonate informali, né viene mai chiesto di comunicare codici, coordinate o dati bancari al telefono. Ogni atto passa da canali ufficiali come Pec o comunicazioni scritte e protocollate. L’invito è di interrompere subito la comunicazione, non fornire dati personali e sensibili segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine. l
I preti nel mirino dei truffatori: «Don, ho i soldi per la parrocchia»
A Codevilla i malfattori si sono finti funzionari comunali, ma il raggiro non è riuscito








