MESTRE - Preti, suore e frati siete tutti avvisati. Il truffatore seriale dei religiosi è in città e, a suo dire, qualche colpo lo sta mettendo a segno. Alloggia in un alberghetto di Marghera e, un paio di lunedì fa, ha tentato di portarsi a casa 570 euro chiesti - fingendosi un sacerdote romano - a don Gianni Antoniazzi, parroco della chiesa di Carpenedo, con la scusa di “aiutare un suo conoscente che doveva pagare l’anticipo dell’affitto di una casa a Carpenedo”. Don Gianni non c’è cascato, ma il truffatore è pronto a colpire ancora: «So che è brutto, ma devo pur vivere. Però non truffo gli anziani», risponde tranquillamente al telefono che don Antoniazzi ha registrato e reso pubblico.

«Ha chiamato in segreteria spacciandosi per padre Gabriele Bertoni della parrocchia di Sant'Agata in Trastevere a Roma, lasciando il suo numero di cellulare - racconta don Gianni Antoniazzi dalle pagine del foglio parrocchiale “Lettera Aperta” -. L’ho contattato, ma non ha risposto, quindi mi ha richiamato poco dopo con un numero sconosciuto, riferendomi che un padre di famiglia della sua comunità era venuto a lavorare qui a Venezia come cuoco in un albergo vicino a San Marco, ma che gli avevano interrotto il contratto di affitto. Se non che, guarda caso, il cuoco aveva trovato un alloggio proprio qui in via San Donà, in una mansarda di proprietà di un tale F.V. che aveva chiesto quei 570 euro di anticipo che il cuoco non aveva. Padre Gabriele mi disse che sarebbe stato disponibile a farmi un bonifico anche subito, ma chiedeva a me di anticipare la somma in contanti a F.V.». Qualche dubbio a questo punto poteva venire anche un uomo di chiesa, e così don Antoniazzi scopre che i padri oblati non hanno la parrocchia di Sant’Agata in Trastevere e non conoscono nessun “Padre Gabriele Bertoni”. «Quando ho chiesto di vedere di persona la mansarda di via San Donà tutti si sono dileguati - riprende il sacerdote (vero) di Carpenedo -. Insomma, era una truffa, un modo per ricevere 570 euro in contanti e sparire. Per difendersi bisogna cominciare a fare domande sempre più precise e constatare se le risposte diventano vaghe ed incerte. Ma se queste persone continuano a proporre questi raggiri è perché qualcuno ci cade».