Cambia la tecnica, ma l'obiettivo è sempre lo stesso: gli anziani soli e indifesi. L'ennesima truffa ha colpito, nella mattinata di mercoledì, una vedova 77enne di Pordenone e il figlio di 54 anni. L'escamotage? Una rapina commessa con l'automobile - o comunque utilizzando la targa della stessa - intestata al marito morto diverso tempo fa. La vittima è stata contattata verso l'ora di pranzo da un convincente "maresciallo" del Comando dei carabinieri di Pordenone. Un finto maresciallo, ma così autorevole che ha donna non ha percepito l'inganno. Si è subito preoccupata. «Le passo subito mio figlio», ha risposto. Il finto rappresentante dell'Arma non ha riattaccato. Anzi, ha continuato la sua messinscena. «Vada alla Motorizzazione civile - gli ha consigliato - e cerchi di risolvere il problema della targa». Il figlio dell'anziana non si è reso conto che era soltanto un escamotage per allontanarlo dall'abitazione.

Il complice del falso maresciallo, che probabilmente telefonata per conto di qualche organizzazione campana, era pronto a entrare in azione. Con molta probabilità era già posizionato nella zona residenziale in cui abitano madre e figlio a ridosso del popoloso viale della Libertà. Appena il figlio si è allontanato, ha suonato alla porta. «Sono venuto a controllare che il denaro che avete i casa e i gioielli non siano quelli portati via al gioielliere derubato...». La 77enne non ha dubitato, si è fidata di quello che lo sconosciuto, spacciandosi per un rappresentante delle forze dell'ordine, le stava rappresentando.