FELTRE (BELLUNO) - Don Severino Cecchin, un sacerdote di 73 anni della parrocchia di Pren, Lamen e Vignui, si trova – suo malgrado – al centro di una vicenda che coinvolge una coppia accusata di circonvenzione di incapace, un reato che ha portato il parroco a perdere una somma considerevole di denaro. Lui, oggi, è la parte offesa, ma non si è costituito parte civile e non può richiedere i danni. Con una storia inventata e, diciamolo, strappalacrime, i due malviventi, nomi già conosciuti alle forze dell’ordine, hanno indotto il sacerdote a cedere alle richieste di denaro, che divenivano sempre più insistenti.

Ieri, nell’aula del primo piano del Tribunale di Belluno, il consulente che è stato sentito davanti al giudice Federico Cavalli ha ribadito che il presbitero è capace di intendere e di volere. Ad aprile, quindi, verranno sentiti i testimoni della vicenda. Forse anche il vescovo di Belluno-Feltre.

La sconcertante storia inizia nel 2017, quando una donna si presenta alla sua porta chiedendo aiuto. Cinque anni dopo, nel 2022, la stessa donna, che si chiama Lucrezia Cari, si ripresenta, ma don Severino non la riconosce. Insieme al compagno raccontano di aver perso entrambi i genitori e che Lucrezia è incinta. Si parla di un probabile aborto. E l’interruzione volontaria di gravidanza, si sa, per la Chiesa è qualcosa che va contro l’etica e la morale. Il sacerdote, dunque si intenerisce e cerca soluzioni, accogliendo le prime richieste di denaro.