comparto pelletteria in Toscana è soggetto a una crisi profonda e a questo proposito. rappresentanti di Forza Italia in Consiglio regionale chiedono un intervento forte da parte del governo toscano con un piano strategico (. foto d’archivioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSale la preoccupazione. Ogni giorno, nel silenzio delle botteghe e dei laboratori, l’industria della pelletteria perde pezzi di futuro. Il settore, storico pilastro del made in Italy, continua infatti a ridurre occupazione e capacità produttiva. Nell’area fiorentina si contano ancora circa 6.000 imprese e quasi 38mila addetti, ma i numeri raccontano una contrazione evidente. Nel primo trimestre del 2026, rispetto al 2019, l’occupazione è calata del 13%, con una media di circa otto lavoratori in meno al giorno. Parallelamente, il numero delle aziende attive si è ridotto del 20%, segnale di una filiera sotto pressione.
"La crisi del comparto pelletteria in Toscana, ormai, è diventata strutturale. Si tratta di un settore centrale per l’economia regionale –dice il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella –, ma sta attraversando una fase di forte contrazione. Nel primo trimestre del 2026, rispetto al 2019, l’occupazione è diminuita del 13%, pari a una perdita media stimata di circa otto lavoratori al giorno. Nello stesso periodo, il numero delle aziende attive è sceso del 20%. Sono numeri che fanno venire i brividi. I bandi regionali sono fallimentari, occorre un piano strategico della Regione Toscana per rilanciare tutto il comparto". "Stiamo parlando - sottolinea Stella - di un settore che vale, in Toscana, 5,5 miliardi di euro, un settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia toscana, con oltre 110 mila addetti e un peso vicino al 40% dell’intero manifatturiero regionale. Scandicci è il fulcro della pelletteria fiorentina con il 40% degli addetti nel sistema. Occorre una visione a lungo termine, la Regione Toscana deve costruire politiche strutturali, è necessaria una strategia industriale unitaria e di ampio respiro, in grado di ricomporre il sistema e rilanciare il distretto. Servono finanziamenti importanti, per sostenere un comparto centrale per la nostra economia".








