In un comparto pelletteria, che anche nel primo trimestre del 2026 non ha visto allentarsi la morsa della crisi, il settore delle borse e della valigeria sono tra i prodotti che resistono meglio, mentre soffrono le cinture (Foto di archivio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl 2026 si è aperto con un segnale che il comparto della pelletteria sperava di non dover leggere ancora: la crisi non è finita. I numeri del primo trimestre confermano infatti un settore ancora in affanno, stretto tra il rallentamento della domanda internazionale, consumi interni deboli e un quadro geopolitico che continua ad alimentare incertezza. Il fatturato registra una flessione del 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche se la produzione industriale mostra un lieve recupero (+3,1% nei primi quattro mesi), i livelli restano ben lontani da quelli precedenti alla lunga fase di rallentamento. A pesare sono soprattutto i mercati esteri. Il Far East continua a perdere terreno (-4,5%), mentre la Russia registra un crollo del 19,1%. Ancora più drammatico il dato relativo al Medio Oriente, dove a marzo le esportazioni sono precipitate del 72%, riflettendo gli effetti delle tensioni internazionali. Tra i prodotti resistono borse e valigeria, mentre soffrono la piccola pelletteria e le cinture.