Tariffe ferme da 14 anni, budget 2026 assente, 35 milioni di saldo dovuti dalle Asl per il 2025 al palo, 3mila posti di lavoro a rischio, nessun riconoscimento ai pronto soccorso: l’Aiop (associazione che rappresenta 64 strutture ospedaliere accreditate in Campania) dichiara lo stato di crisi per l’intero comparto. L’assemblea del 18 giugno scorso certifica il collasso economico del settore ospedaliero accreditato. Strutture private che assicurano il pronto soccorso, garantiscono centinaia di ricoveri annui, visite, terapie e prestazioni di lungodegenza a chi ha subito un ictus o è stato operato dopo un grave incidente, rispondono al Cup unico regionale per abbattere le liste di attesa, non applicano costi per i pazienti, danno lavoro a una platea di oltre 10mila camici bianchi, che presidiano oltre 6mila posti letto di cui circa 4mila medico-chirurgici ma anche oltre 1300 riabilitativi e 505 per lungodegenti, settori questi ultimi che in Campania scontano da soli oltre 35 milioni di costi per le casse pubbliche in mobilità passiva a cui nessuno pone argini. Una realtà sanitaria quella degli ospedali accreditati che macina il 30% di tutte le prestazioni ospedaliere con il 14% delle risorse disponibili (747 milioni di cui circa 500 solo per il personale, a fronte di 5,2 miliardi assegnati agli ospedali pubblici nel 2024) eppure la programmazione li ignora.
In Campania sanità privata senza fondi: «A rischio anche la rete di emergenza»
Tariffe ferme da 14 anni, budget 2026 assente, 35 milioni di saldo dovuti dalle Asl per il 2025 al palo, 3mila posti di lavoro a rischio, nessun riconoscimento ai pronto soccorso: l’Aiop...











