di
Mary Tota
Nel monitoraggio della spesa sanitaria che, nel 2025, ha registrato la cifra record di 349 milioni di euro di disavanzo, finisce anche il personale da assumere negli ospedali
Arriva una nuova stretta alle assunzioni nelle aziende sanitarie pugliesi. Nel monitoraggio della spesa sanitaria che, nel 2025, ha registrato la cifra record di 349 milioni di euro di disavanzo, finisce anche il personale da assumere negli ospedali. Non un blocco totale, ma certamente una decisa frenata. È quanto dispone la nuova delibera approvata dalla giunta regionale pugliese per ciascuna delle aziende sanitarie e degli Ircss della Puglia. Se ne intuisce l’obiettivo: nella complessiva riorganizzazione del sistema sanitario regionale in atto da parte del presidente della Regione, Antonio Decaro, assunzioni e promozioni fuori controllo e non urgenti, non solo non aiutano, ma contribuiscono a far schizzare i costi della sanità. E questo è un lusso che non ci si può più permettere. Ecco perché sono state introdotte disposizioni più aspre sulle nuove assunzioni e leggermente più morbide per le procedure in corso.
La delibera prevede anzitutto che per ciascuna azienda sia rideterminato il piano triennale del fabbisogno di personale 2024-2026, calibrandolo sul tetto di spesa da definire attingendo risorse dal fondo sanitario regionale e da specifiche linee di finanziamento aggiuntive. Sino ad allora, però, ci sarà da gestire la fase di transizione durante la quale saranno vincolanti le nuove regole e che saranno differenti per le procedure in corso e per le nuove assunzioni. Queste ultime, anzitutto, saranno possibili solo se autorizzate dal dipartimento Salute della Regione Puglia. Così pure per qualsiasi provvedimento aziendale che comporta un impatto economico in termini di spesa di personale, comprese eventuali convenzioni tra aziende. Vietata, fino a contrordine, l’istituzione di nuovi dipartimenti e il conferimento di nuovi incarichi di direzione per gli stessi. In sintesi: assunzioni con il contagocce e solo se davvero motivate.









