Governo della Salute: è in fermento il settore della Sanità campana che lavora in nome e per conto del Servizio sanitario pubblico e in regime di accreditamento. Un settore regolato da un budget annuo assegnato da ciascuna Asl sulla scorta di accordi contrattuali legati al fabbisogno della popolazione assistita. Ad incidere c’è senza dubbio il cambio di guardia tra vecchia e nuova Giunta, un passaggio di consegne che richiede un complesso lavoro istruttorio e un certo rodaggio ma dopo 6 mesi monta il timore che la programmazione possa slittare oltre la soglia di guardia avvitandosi in una spirale di contenziosi che in passato hanno contribuito ad alimentare il debito.
E così, dopo lo stato di crisi, dichiarato nei giorni scorsi dal settore ospedaliero (Case di cura) - che reclamano l’aggiornamento delle tariffe (ferme da 14 anni), la definizione del budget 2026, il saldo delle prestazioni erogate nel 2025 e il giusto riconoscimento delle attività rese nell’alveo della rete oncologica e per il pronto soccorso, entrambe sottoposte a tetti di spesa ma incomprimibili e salvavita - è ora il comparto della Radioterapia a mobilitarsi annunciando la sospensione delle prestazioni in accreditamento con la Regione. I costi non sono più sostenibili senza contratti. Parliamo di una dozzina di strutture territoriali private accreditate che erogano le cure in regime di convenzione con il Servizio sanitario regionale. Trattamenti ad alto costo gratis per i pazienti che consentono di ridurre le liste di attesa, di tenere entro i tempi codificati dalla rete oncologica i tempi di accesso e di raggiungere la popolazione di tutte le province in maniera omogenea e senza disagi per i malati. «Prestazioni indifferibili e salvavita – scrive in una nota il Sindacato nazionale radiologi – che esigono una programmazione tempestiva e un’istruttoria attenta». Il Cardarelli di Napoli si rinnova, 14 nuovi primari nell'ultimo anno e mezzoLe questioni «Per la loro particolare natura la Regione Campania negli anni scorsi è più volte intervenuta sulla programmazione 2024 e in particolar modo su quella del 2025, per fronteggiate Il precoce esaurimento dei limiti di spesa - spiega Bruno Accarino, leader dell'associazione di categoria del settore - si era dunque, stabilito, che, per il 2025, i contratti avrebbero dovuto prevedere acconti mensili pari all’85% della produzione, liquidabili anche oltre il limite gli schemi di contratto tra Asl e singoli erogatori privati accreditati». In sintesi i contratti per la radioterapia sono stati approvati in via definitiva per il 2024 e in via provvisoria per il 2025. Una situazione simile riguarda anche i centri di dialisi che allo stesso modo erogano trattamenti ambulatoriali indifferibili e salvavita. «Siamo quasi giunti al termine del mese di giugno 2026 – conclude la nota di Accarino – ma l’individuazione dei volumi di prestazioni e dei correlati limiti di spesa manca del tutto». In pratica si naviga con una proroga di fatto ma senza alcun adeguato titolo contrattuale e sulla scorta dei volumi del 2025 rispetto ai quali vi è già certezza di una sottostima. «A queste condizioni non possiamo più garantire il servizio mancando ogni minima garanzia e tenuto conto anche dei rilevanti costi di esercizio a partire dagli stipendi del personale». Palazzo Santa Lucia Dalla Regione fanno sapere che la programmazione è in corso, sono state fatte le verifiche per il consuntivo 2025 delle Asl e come ogni anno si stanno pianificano le attività di pertinenza degli accreditati (ospedalità privata accreditata con Pronto soccorso e non, riabilitazione ospedaliera, dialisi e radioterapia, diagnostica per immagini e gli altri asset sociosanitari). Da quanto si apprende questa settimana è stato completato l'iter istruttorio per la verifica dello stato economico finanziario delle aziende sanitarie e a stretto giro si provvederà alla programmazione del 2026. Sanità in Campania, al via il progetto gOLDen Study: telemedicina a casa per 5mila over 80Intanto da sciogliere c’è anche il nodo della Teleradiologia nelle strutture carcerarie. È sempre il sindacato dei radiologi a chiedere alla Campania regole omogenee e in linea con le norme. L’attività di radiodiagnostica è disciplinata da un quadro normativo ampio e articolato su risonanza magnetica, assistenza domiciliare e telemedicina. Norme che definiscono la teleradiologia come un atto medico (che comprende teleconsulto, teleconsulenza e telegestione). Si chiede alla Regione di poter collaborare a definire un apposito Pdta. Al tempo stesso ci si rende disponibili a collaborare alla definizione di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dedicato, con il coinvolgimento delle istituzioni e delle società scientifiche, in attesa delle linee guida che SIRM e ISS stanno predisponendo.








