Come la Camera a inizio giugno, anche il Senato degli Stati Uniti ha approvato la risoluzione per imporre al presidente Donald Trump di ritirare i militari statunitensi dalla guerra con l’Iran o di ottenere in alternativa l’approvazione del Congresso per continuarla. È un provvedimento su cui Trump può mettere il veto, e che quindi difficilmente avrà effetti concreti, ma è comunque molto rilevante sul piano politico.

È il segno che c’è un’opposizione molto forte alla guerra in Medio Oriente, anche all’interno dei Repubblicani, il partito del presidente: hanno votato la risoluzione tutti i Democratici eccetto uno e quattro Repubblicani, il cui contributo è stato determinante perché la risoluzione è passata solo per due voti. La risoluzione è ancora più importante sul piano politico perché è stata votata nonostante gli Stati Uniti abbiano raggiunto con l’Iran un accordo preliminare per il cessate il fuoco: il governo di Trump sta ricevendo però molte critiche per le tante concessioni all’Iran, e perché l’accordo preliminare è anche peggiore dell’accordo sul nucleare firmato dal governo di Barack Obama nel 2015, quello da cui Trump fece uscire gli Stati Uniti durante il suo primo mandato.