La Camera degli Stati Uniti ha votato una risoluzione per imporre al presidente Donald Trump di ritirare i militari statunitensi dalla guerra con l’Iran o di ottenere l’approvazione del Congresso per continuarla. La risoluzione deve essere approvata anche dal Senato, ma Trump può comunque mettere il proprio veto e quindi annullarne gli effetti concreti: ciononostante è importante perché è il primo provvedimento di questo tipo, ed è il segnale di un’opposizione crescente a una guerra entrata al quarto mese e in completo stallo, senza che i negoziati abbiano portato a un qualche risultato. La risoluzione è stata votata da tutti i deputati Democratici e da quattro Repubblicani, segno che la contrarietà alla guerra sta crescendo anche nel partito del presidente.
Finora Trump ha ripetutamente ignorato qualsiasi tentativo del Congresso di limitare il suo potere di continuare la guerra contro l’Iran. La legge statunitense prevede che un presidente possa fare una guerra senza coinvolgere il Congresso al massimo per 60 giorni: quella contro l’Iran è cominciata ufficialmente il 2 marzo e quindi avrebbe dovuto ottenere l’autorizzazione entro l’1 maggio. Non l’ha ottenuta, ma ha aggirato la legge con una lettera al Congresso in cui sosteneva che il cessate il fuoco, entrato in vigore ad aprile, ha sostanzialmente congelato il decorrere dei giorni e che quindi il voto non è necessario.











