La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un testo che ordina il ritiro delle truppe dalla guerra contro l'Iran, un affronto per il presidente Donald Trump che ha coinvolto l'esercito nel conflitto il 28 febbraio. La risoluzione - approvata con 215 voti favorevoli e 208 contrari, e quindi anche con i voti di quattro legislatori repubblicani - ha una portata soprattutto simbolica a causa del diritto di veto del presidente.
Un colpo politico contro Trump, che riflette l'insofferenza del legislatore riguardo al conflitto e all'estensione dei poteri dell'esecutivo in tempi di guerra. Quattro deputati repubblicani - Warren Davidson, Brian Fitzpatrick, Tom Barrett, Thomas Massie - hanno voltato le spalle alle direttive dello speaker, unendosi compatti ai democratici per denunciare un conflitto che ritengono privo della necessaria autorizzazione costituzionale del Congresso.
Nella tarda serata italiana di ieri, parlando direttamente ai giornalisti nello Studio Ovale, Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l'Iran stanno andando "molto bene" e ha ventilato la possibilità che un accordo possa concludersi già questo fine settimana. Tuttavia, lo stesso presidente non ha escluso affatto la possibilità che salti tutto e si riprenda a combattere. Trump ha esplicitamente affermato di voler "separare" le discussioni riguardanti il Libano da quelle sull'Iran. Al contrario, le autorità di Teheran continuano a considerare i due scenari come un unico e inscindibile argomento politico e militare, rifiutando qualsiasi scomposizione del tavolo negoziale e legando la fine delle ostilità a una risoluzione complessiva del quadro mediorientale.










