La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che intima il presidente Donald Trump a ritirare le truppe americane dal territorio iraniano, salvo presenza necessaria in difesa della nazione o di un alleato in caso di manifesto attacco imminente. La votazione si e conclusa con 215 voti a favore e 208 contrari, con i deputati repubblicani Thomas Massie, Brian Fitzpatrick, Tom Barrett e Warren Davidson che hanno votato a favore, unendosi alla controparte democratica e spostando di fatto l'ago della bilancia contro il volere della loro fazione politica.
E ora cosa succede? Sebbene faccia scalpore, l'impatto del voto e in gran parte simbolico, poiché anche se dovesse essere approvata dal Senato, la risoluzione andrebbe poi sottoposta al volere del presidente degli Stati Uniti, che può porre il proprio veto, e quindi far concludere la questione con un nulla di fatto.Tuttavia, sapere che la risoluzione sia passata grazie a quattro membri repubblicani, mette Trump nella posizione di non poter dire che l'atto sia qualcosa partito e sostenuto solamente dai democratici. Massie, Fitzpatrick, Barrett e Davidson vengono da aree diverse del partito, il che significa che il dissenso nei confronti dell'operazione in Iran sia molteplice e forse più ramificato. I MAGA e i RINO Sui social questi esponenti vengono etichettati con l'acronimo RINO (Republican In Name Only), ossia quei repubblicani che però non sposano a pieno le teorie della fazione della quale fanno parte. Il termine si è diffuso negli ambienti sociali legati al movimento MAGA, ed è un chiaro dispregiativo per coloro che sono considerati troppo moderati, o che non seguono totalmente la dottrina Trump, magari con posizioni più morbide nei confronti dell'immigrazione o dell'aborto.Trump contro Fitzpatrick Brian Fitzpatrick è un ex agente dell'FBI che siede in Congresso dal 2017. Rappresenta un distretto moderato vicino a Philadelphia, in Pennsylvania. È considerato uno dei repubblicani più centristi e ha una storia di voti bipartisan, soprattutto su temi come infrastrutture, veterani e lotta alla corruzione. Per questo passato trasversale, è stato accusato di essere un RINO dall'ala MAGA.Trump, circa due settimane prima della risoluzione, alla stampa aveva riferito che Fitzpatrick era solito votare contro di lui, senza sapere perché. Durante l'intervista, Trump nomina Jacqui Heinrich, compagna dell'esponente repubblicano e giornalista di Fox News, asserendo che «Suo marito (i due non sono ancora sposati ndr) vota sempre contro di me, non so perché. Gli piace votare contro Trump, ma non sa che quando succede non va a finire bene». Il commento di Trump dopo l'approvazione della Camera Tuttavia, questa volta ad aver "perso" è stato il Tycoon, che dopo la votazione ha postato sul suo social Truth cosa pensava dell'accaduto: «Ieri, con un voto privo di significato, la Camera ha votato - con 4 cattivi repubblicani e tutti i democratici - per limitare i miei poteri bellici, proprio nel bel mezzo dei miei negoziati finali per porre fine alla guerra con la Repubblica Islamica dell'Iran. Chi farebbe una cosa cosi antipatriottica? Sanno bene a che punto sono i negoziati. I democratici sono spinti dalla sindrome da delirio anti-Trump. Preferirebbero vedere il nostro Paese fallire piuttosto che concedermi un'altra delle mie tante vittorie. I quattro repubblicani, quella è tutta un'altra storia: sono degli Esibizionisti! Dovrebbero vergognarsi di se stessi».Gli altri repubblicani "cattivi" Thomas Massie è un ingegnere laureato al MIT, e in passato ha ricoperto la carica di giudice esecutivo della Lewis County. È considerato come uno dei repubblicani più libertari in circolazione: fortemente contrario alle guerre non dichiarate dal Congresso, ha sempre rifiutato l'intervento americano in Iran. Critico verso la spesa pubblica eccessiva, ha votato contro gli aiuti in Ucraina e contro l'intervento a favore di Israele. È a favore della lmitazione dei poteri federali e ha spinto per la pubblicazione dei file su Epstein.Tom Barrett è stato per oltre 20 anni elicotterista nell'esercito statunitense, nel quale ha compiuto diverse missioni, tra cui quella in Iraq. Ex legislatore statale del Michigan, è al suo primo mandato al Congresso (eletto nel 2024). Essendo stato parte dell'esercito, le sue posizioni volgono molto a favore dei veterani e delle forze attive attualmente sul campo. Per questo motivo trova insensata la guerra in Iran, e si rifà al volere Congresso in tema di interventi militari. A tal proposito ha dichiarato: «Il Congresso ha l’autorità esclusiva di dichiarare guerra. Il periodo di 60 giorni del War Powers Act è scaduto, quindi è ora che il Congresso decida».Nel suo intervento, Barrett si è riferito alla legge federale nata nel '73, agli sgoccioli della guerra in Vietnam per limitare il potere del presidente riguardo l'impiego delle forze armate in un conflitto senza l'approvazione del Congresso. Stando al testo giuridico, un'operazione militare deve concludersi entro 60 giorni, con ulteriori 30 giorni concessi per il ritiro sicuro delle truppe, a meno che il Congresso non dichiari guerra o non autorizzi l'azione prolungata.Warren Davidson si è laureato tra i migliori a West Point, l'accademia militare statunitense che forma gli allievi ufficiali per gli incarichi di comando nell'Esercito degli Stati Uniti. Dopo la carriera militare e quella da imprenditore (ha gestito diverse aziende manifatturiere in Ohio), Davidson si è dato alla politica, entrando al Congresso nel 2016, anno in cui Trump è stato eletto presidente per la prima volta.Membro storico della House Freedom Caucus, facente parte dell'ala conservatrice-libertaria, Davidson è un forte sostenitore della limitazione del debito pubblico e della riduzione della spesa; mentre si dichiara a favore di riforme sulla sorveglianza governativa e sull'anti-interventismo di guerre non autorizzate, motivo per cui ha votato contro in questa risoluzione.










