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Il Senato degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha approvato una risoluzione per limitare l'azione militare americana contro l'Iran segnando così una battuta d'arresto per il presidente Donald Trump. La misura, passata con 50 voti favorevoli e 48 contrari dopo essere già stata approvata dalla Camera dei rappresentanti all'inizio del mese, riflette la crescente preoccupazione del Congresso per la guerra e punta a impedire ulteriori operazioni senza specifica autorizzazione. In questa manovra, quattro senatori repubblicani hanno deciso di rompere con la linea di partito.
Il presidente Donald Trump non l'ha presa bene e su X ha scritto: "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare, disposto a darci praticamente qualsiasi cosa, e che, per la prima volta in decenni, rispetta gli Stati Uniti e il suo Presidente, IO, e il Senato degli Stati Uniti decide di votare in modo inopportuno e insensato sulla legge sui poteri di guerra dicendo al principale sponsor del terrorismo al mondo che agli Stati Uniti non piace quello che sto facendo loro, e che devo fermarmi, e così facendo ho fornito aiuto e conforto al nemico".
La votazione evidenzia una frattura all'interno dello stesso Partito repubblicano, con alcuni esponenti conservatori che hanno espresso dubbi sulla strategia dell'amministrazione Trump e sul rischio di un coinvolgimento prolungato delle forze statunitensi nella regione.












