Dazi, guerre e tensioni geopolitiche non hanno rallentato i commerci mondiali ma ne hanno modificato le rotte. È questa la conclusione a cui è giunto il McKinsey Global Institute nel suo più recente aggiornamento su “Geopolitica e geometria del commercio globale”. Il documento, che analizza l’evoluzione degli scambi internazionali nel 2025 e offre una fotografia di come la geopolitica stia ridisegnando le catene del valore mondiali, rileva come gli scambi di merci a livello globale siano aumentati a un tasso superiore a quello del Pil globale. Si tratta dunque di un dato che smentisce le previsioni formulate negli ultimi anni da numerosi osservatori, che ipotizzavano una progressiva frammentazione dell’economia internazionale e una contrazione delle relazioni commerciali tra i grandi blocchi geopolitici.

“L’anno scorso - scrivono gli analisti della società di consulenza - è stato il più turbolento a memoria d’uomo per il commercio globale, anche al di là dell’impatto degli annunci sui dazi. I rapporti di lunga data sono stati messi a dura prova e le relazioni commerciali sono state ripensate, non solo tra partner geopoliticamente distanti, ma anche tra alleati storici. Ciononostante, gli scambi commerciali hanno mostrato un tasso di crescita che è stato al passo di quello della produzione globale, grazie al riorientamento degli scambi verso economie più affini”.