Milano, 11 nov. (askanews) – In un contesto internazionale caratterizzato da crescente frammentazione geopolitica, aumento delle barriere commerciali e vulnerabilità dei principali corridoi logistici, imprese e governi stanno ridisegnando le rotte del commercio mondiale e le catene globali di approvvigionamento e sbocco. È uno degli elementi principali che emergono dalla ricerca “Old trade routes for new trade wars?”, pubblicato da Allianz Trade.
Lo studio evidenzia come il commercio internazionale stia diventando più regionale e più basato su alleanze politiche: un incremento del 10% della distanza geopolitica tra due Paesi comporta una riduzione del 2% dei flussi bilaterali. Parallelamente, sono triplicate nell’ultimo anno le misure restrittive applicate al commercio, interessando oggi quasi il 20% delle importazioni mondiali. Questa riconfigurazione spinge aziende e operatori logistici a diversificare mercati e rotte per ridurre l’esposizione ai rischi ed evitare rincari nei costi di trasporto.
Guardando al 2026 e al 2027, Allianz Trade prevede che il commercio globale di beni e servizi rallenterà rispettivamente a +0,6% e +1,8%, evidenziando l’impatto ritardato della guerra commerciale e le sfide che le attuali infrastrutture commerciali dovranno gestire.






