La competizione globale sempre più accesa, le frequenti e diffuse tensioni geopolitiche, le politiche protezionistiche sempre più restrittive hanno costretto negli ultimi anni le aziende italiane dell’arredamento a rivedere le proprie strategie di internazionalizzazione, investendo sempre di più sui mercati altamente dinamici - anche se non sempre facili da affrontare - e puntando con decisione su un posizionamento premium del mercato che consenta di differenziare i brand del made in Italy dalla crescente concorrenza asiatica.

Lusso, il 15% del mercato mondiale dell’arredo

Un recente studio pubblicato da Csil sul mercato dell’arredo di alta gamma («The World Market for High-End, Luxury & Design Furniture») rivela che questo segmento rappresenta quasi il 15% del mercato mondiale dell’arredamento e si sta imponendo come motore strategico e dinamico all’interno dell’industria globale del settore, nonostante non sia esente dagli impatti delle crisi internazionali e dei dazi.

Il Nord America si conferma come il principale mercato, grazie alla elevata concentrazione di consumatori “altospendenti”, tra cui è compreso oltre il 40% dei milionari globali. L’Asia-Pacifico e l’Europa seguono per dimensione di mercato, mentre l’India e i Paesi del Golfo si distinguono tra le regioni a più rapida crescita, trainate dalla concentrazione di ricchezza, dallo sviluppo urbano, dagli ambiziosi investimenti immobiliari e dallo stile di vita in evoluzione.