Le specificità territoriali sono il cuore della competitività italiana. Non è un mistero che i distretti produttivi - filiere fortemente radicate e solidali, che consentono alla manifattura di trovare nell’arco di pochi chilometri le competenze artigianali, tecniche e tecnologiche per garantire la qualità dei prodotti finali - rappresentano un modello industriale tipicamente italiano, che ha dimostrato negli anni la propria efficacia.

Tanto più negli ultimi anni, con le ripetute crisi di approvvigionamento che si sono susseguite dalla pandemia in poi e che oggi rischiano di riacuirsi con la guerra in Iran.

La filiera del legno-arredo - in questi giorni protagonista al Salone del Mobile di Milano - è un modello in questo senso, con una delle catene di approvvigionamento della manifattura made in Italy.

I distretti, Lombardia in testa

I distretti produttivi del legno-arredo sono il cuore pulsante di una filiera che nel 2025, pur in un contesto economico e geopolitico molto complesso hanno saputo interpretare e reagire alla crisi, riuscendo a guardare a nuovi mercati e tenendo il posizionamento in quelli tradizionali. I dati Istat elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo fotografano i diversi andamenti e ne delineano peculiarità e specificità.