Sono il simbolo e il testimonial incontrovertibili del made in Italy nel mondo: alimentare, abbigliamento e arredamento (le tre «A») o, per dirla in inglese a supporto della rilevanza internazionale, Food, Fashion & Furniture, le cosiddette tre «F», che insieme contribuiscono a generare il 20% circa del Pil nazionale.
Eccellenti, innovative, competitive, le aziende di questi tre settori sono tuttavia ancora troppo spesso associate a metodi produttivi e a strutture organizzative tradizionali, incapaci di soddisfare le ambizioni di crescita professionale dei giovani. Al contrario, si tratta di settori fortemente dinamici e internazionalizzati, in cui gli investimenti in tecnologie, digitalizzazione e capitale umano sono costanti.
Proprio per far emergere in modo inequivocabile questi aspetti e riflettere sull’evoluzione di queste filiere è nato lo scorso anno il Forum «Creare Futuro», promosso dai presidenti dei Gruppi di Giovani Imprenditori di Confindustria Accessori Moda, Federalimentare e FederlegnoArredo. La seconda edizione, dedicata al tema «Competenze e Formazione per il Made in Italy di domani», si è svolta il 30 marzo nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy e ha visto l’intervento del vice-ministro Valentino Valentini. L’appuntamento di quest’anno ha voluto ribadire l’importanza del ruolo delle 3 «F», rafforzando il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione e affrontando temi cruciali come innovazione, transizione digitale, qualità produttiva e competitività internazionale.







