La premier, ospite alla festa de La Verità, smorza le tensioni con Washington dopo gli scontri con il presidente Usa: «Nessun contraccolpo istituzionale o economico». Poi l'apertura a una missione nello Stretto di Hormuz, l'asse con Macron sul Libano e l'accelerazione sul nucleare
Nessun asse spezzato con Washington e nessuna intenzione di trasformare la diplomazia in un reality show. A Il giorno de La Verità, intervistata dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni liquida così le tensioni diplomatiche degli ultimi giorni nate dopo la diffusione dell’audio in cui Donald Trump la attaccava duramente. La premier si dice comunque «sinceramente colpita» da Trump, ma decide di blindare i rapporti con la Casa Bianca per evitare un’escalation mediatica: «Non intendo continuare ad alimentare questo confronto», ha chiarito, spiegando che «il nostro lavoro bilaterale con gli Usa deve tornare alla normalità».
L’asse con gli Usa
Per Meloni la reazione italiana c’è stata, ma ora è il momento di voltare pagina. «Il ministro Tajani ha fatto bene ad annullare la sua missione a Washington, ha dato un segnale ma non è necessario andare oltre», ha spiegato la premier, confermando che i ministri del suo governo saranno regolarmente presenti a Villa Taverna il 2 luglio per le celebrazioni della festa dell’indipendenza americana. «Sulla politica estera non cambio idea», ha ribadito, rassicurando sulla tenuta dei mercati: «Tra Usa e Italia sono solidi», e «non vedo rischi di contraccolpi. I nostri rapporti vanno bene».










