di Stephanie Brancaforte e Massimiliano Perna

I duri attacchi di Donald Trump al governo italiano e, in particolare, alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno portato a una vera e propria crisi diplomatica tra USA e Italia. Le relazioni tra i due governi, fino a poco tempo fa in sintonia (piuttosto eccessiva) anche su quelle scelte che a buona parte dell’opinione pubblica apparivano discutibili, hanno raggiunto un elevato livello di tensione. Il presidente americano, dopo aver rivolto frasi umilianti alla premier italiana, ha rincarato la dose, accusando l’Italia di aver voltato le spalle allo storico alleato: “Dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l’Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all’azione contro l’Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene”.

La risposta della presidente del Consiglio e dei suoi alleati di governo è stata piuttosto blanda. Oltre alla prima reazione (in video) di Meloni, che chiude con un patriottico “io e l’Italia non imploriamo”, a prevalere sono state l’incredulità per quanto detto da Trump e, infine, la raccomandazione di spegnere ogni polemica e non boicottare le relazioni con gli Stati Uniti. Insomma, caso chiuso e avanti come prima, come se nulla fosse accaduto. Per l’orgoglio nazionale, a giudizio della premier, è bastata la sfilata accanto agli Alpini.