Le opposizioni condannano le parole del presidente americano. Sensi esprime solidarietà alla premier, mentre Fratoianni accusa il governo di "subalternità"

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Non sono bastati l'incontro e i sorrisi. Donald Trump è tornato all'attacco di Giorgia Meloni. Al termine del G7 di Evian e dopo il Consiglio europeo, che non ha soddisfatto le richieste degli Stati Uniti soprattutto in materia di armamenti, il presidente americano ha rivolto parole sprezzanti al premier italiano. "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato", la sparata del tycoon, che ha poi implorato: "Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena".Il presidente degli Stati Uniti ha pronunciato queste parole durante un'intervista con "L'Aria che tira", su La7. Dichiarazioni che certificano ancora una volta l'irritazione del capo della Casa Bianca e che hanno immediatamente provocato le reazioni del mondo politico italiano. Tra i primi a intervenire è stato il leader di Azione Carlo Calenda, che ha respinto l'attacco rivolto alla presidente del Consiglio. "Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della Nazione".Solidarietà da sinistra al premier è arrivata dal senatore del Partito Democratico Filippo Sensi: "Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump". Più articolata e tranchant la reazione dell'ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: "L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza".