Post su Truth con la scritta: "Necessaria ordinanza restrittiva". Crosetto: "Se fai parte dell’Alleanza rispetti gli impegni"
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Nuovo attacco di Trump a Giorgia Meloni. Ieri sul suo social Truth ha pubblicato un'immagine che raffigura la premier italiana che guarda sorridente al presidente Usa di spalle. E sotto la frase "necessario un ordine restrittivo", con l'"invocazione" di un provvedimento da adottare nei confronti della presidente del Consiglio. Il post di Trump compare alla vigilia del vertice Nato, in programma a Ankara domani e mercoledì. L'equilibrio che Giorgia Meloni dovrà provare a mantenere nel vertice Nato di Ankara è sempre più sottile. Da una parte Donald Trump, deciso a pretendere dagli alleati un'accelerazione sulle spese per la difesa con azioni verbali violente. Dall'altra i vincoli della finanza pubblica e un dibattito politico interno destinato ad accendersi ogni volta che si parla di miliardi da destinare agli armamenti. In mezzo c'è la strategia italiana: presentarsi come un alleato credibile e rendere sostenibile l'aumento degli investimenti.È in questo quadro che prende forma il piano al quale sta lavorando Palazzo Chigi. Il governo sta valutando diversi scenari per incrementare progressivamente la spesa per la difesa nei prossimi anni. L'ipotesi oggi più avanzata prevede un aumento dello 0,3% del Pil nel 2027 e di un ulteriore 0,6% nel 2028, anche se resta aperta la possibilità di distribuire lo sforzo su un arco triennale. Una manovra che, a regime, potrebbe valere fra i 17 e i 18 miliardi di euro. Nessuna decisione politica è stata ancora assunta. L'indicazione, tuttavia, è chiara: mantenere una traiettoria di crescita coerente con gli obiettivi fissati dalla Nato, che ha individuato nel 2035 il traguardo del 5% del Pil complessivo da destinare alla sicurezza, di cui il 3,5% per la difesa in senso stretto e l'1,5% per le altre componenti della sicurezza.Domani ad Ankara Meloni arriverà rivendicando un primo risultato. L'Italia si presenterà infatti con una spesa pari al 2,8% del Pil, calcolata includendo anche le risorse per la sicurezza interna, che incidono per circa lo 0,71%. Un passaggio che il governo considera sufficiente per certificare il rispetto degli impegni, rinviando ai prossimi bilanci la definizione del percorso verso i nuovi target.A fornire la cornice politica è il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Se vuoi far parte di questa alleanza, devi rispettare gli impegni presi", ha affermato intervenendo a "Pantelleria, Mediterraneo d'Autore". Per il ministro non esiste un'alternativa credibile alla Nato e gli investimenti nella difesa non possono essere messi in contrapposizione con sanità, scuola o welfare. "La difesa è il presupposto: senza difesa non c'è libertà, non c'è sanità, non c'è cultura", ha osservato. Crosetto ha ribadito che Roma non è nelle condizioni di raggiungere immediatamente i nuovi obiettivi dell'Alleanza, indicando però nel 2035 il naturale punto di arrivo del percorso. Una linea che coincide con quella del governo: rispettare gli impegni senza comprimere in pochi anni uno sforzo finanziario di dimensioni eccezionali.Il ministro ha anche provato a smorzare le tensioni con Washington. "I rapporti reali sono ottimi", ha assicurato, spiegando che il dialogo resta costante e attribuendo le uscite del presidente statunitense al suo tradizionale metodo negoziale. Nella lettura di Crosetto, la pressione americana nasce da una sfida geopolitica destinata a segnare i prossimi decenni. Gli Stati Uniti guardano al confronto strategico con la Cina e chiedono ai partner europei di assumersi una quota crescente della sicurezza del continente.











