TREVISO - «Mi dispiace per Feivor e Victory». La scrittura è quella di un bambino, in un foglio bianco con un cuore rosso disegnato e appeso sulla porta della famiglia Osabhie Favour. Nell’appartamento di via Pisa dove la piccola Edewede viveva assieme a mamma, papà e alla sorellina Victory di 8 anni, c’è un via vai di amici e parenti. Hanno tutti le lacrime agli occhi. «Stiamo male, speravamo guarisse - dice Osabhie, il papà della piccola vittima - ma stava male da quando è successo l’incidente venerdì. I medici ci avevano avvisato che le sue condizioni non erano buone. Non si è mai svegliata». E al quarto giorno di agonia, la bambina di 9 anni ha smesso di respirare, lasciando i genitori nel dolore.
IL RICORDO Edewede era la figlia più grande della famiglia Osabhie Favour di origini nordafricane: frequentava le scuole elementari di San Bartolomeo e viveva nel condominio oggetto degli sfratti delle ultime settimane in via Pisa. La famiglia non ha ancora dovuto lasciare l’appartamento al numero 18. Ma non è escluso che nelle prossime settimane sarà tra quelle costrette a lasciare la via. «Siamo qui da dieci anni - spiega il padre -. Tutti i nostri parenti vivono nei dintorni». Il pensiero però ora è rivolto all’organizzazione dell’ultimo saluto della figlia. LA SORELLA Accanto a lui, c’è anche la piccola Victory, ancora con le fasce e i cerotti attorno al collo per le ferite causate dal contraccolpo. Anche lei, infatti, aveva riportato traumi dall’impatto, sebbene più lievi. La mamma delle bimbe, invece, è ancora in ospedale. Nei prossimi giorni verrà sentita dai vigili per le indagini sulla dinamica dell’incidente. «È disperata, sta molto male», continua il marito, che assieme ai parenti ora pensa a preparare l’addio per sua figlia maggiore. «Lo celebreremo qui a Treviso, proprio perché tutta la nostra famiglia si trova qui. Ora cerchiamo di pensare a questo. Edewede non soffre più».










