TREVISO Quando solo due settimane fa, quel fatidico 16 giugno, Viviane ha visto irrompere i poliziotti in tenuta antisommossa nella palazzina di via Pisa, dove vive col marito e le figlie, la paura per lo sfratto, dopo quell'avviso arrivato due anni fa nonostante la famiglia sostenesse di essere stata sempre in regola con i pagamenti, si è rifatta sentire più forte che mai. E l'ha gettata in preda all'ansia e allo stress. Uno stato di profonda apprensione e paura, nel quale, sostiene la stessa famiglia, la 34enne si trovava anche quel 19 giugno quando, alla guida della Citroen blu dove viaggiava con le due figlie di 8 e 9 anni, è uscita di corsia andando a schiantarsi contro un tir. L'impatto è costato la vita a una delle sue bimbe, la piccola Edewede Osabhie Favour, di soli 9 anni, spirata tre giorni dopo l'incidente all'ospedale Ca' Foncello di Treviso per via dei gravi traumi riportati.

Bambina di 9 anni morta tre giorni dopo lo schianto contro un tir: disposta l’autopsia sulla piccola L'inchiesta Il nullaosta per la sepoltura della piccola, dopo che sul suo corpo è stata eseguita l'autopsia su disposizione del sostituto procuratore Elisabetta Spigarelli, è previsto in questi giorni. Nel frattempo la madre della piccola Favour, dopo che il pubblico ministero ha iscritto nel registro degli indagati del fascicolo aperto per omicidio stradale sia lei sia il conducente del tir, si è affidata a un legale. La donna (assistita dall'avvocato Paolo Pastre), nel confidarsi con il suo pastore evangelico, ha ammesso di non ricordare nulla degli istanti dello schianto. E ha detto anche che in quelle settimane stava vivendo un periodo di forte stress e angoscia, legato alla paura di perdere il tetto sotto il quale vive.Per capire questo timore bisogna fare un passo indietro, a tre giorni prima della tragedia. Quando via Pisa - dove Viviane abita con la sua famiglia - tra calci, pugni, manganellate e cariche si è trasformata in un vero e proprio campo di battaglia con la polizia in tenuta antisommossa incaricata di eseguire lo sfratto di 5 famiglie della palazzina e gli attivisti del centro sociale Django che sono saliti sulle barricate, tentando di sfondare il cordone. Una vicenda che ha lasciato Viviane profondamente turbata. Fortunatamente il suo appartamento non era tra quelli interessati dal provvedimento. Ma tutta la situazione ha risvegliato una profonda paura in lei, memore di quando, due anni fa, stando a quanto appreso, la sua famiglia aveva ricevuto un avviso di sfratto, nonostante sosteneressero di essere sempre stati in regola col pagamento dell'affitto. Temendo di perdere nuovamente la casa, Viviane è andata in panico. Subito ha tentato di rivolgersi all'ufficio casa del comune di Treviso con numerose chiamate. Dopo che le telefonate si sono rivelate vane, Viviane - raccontano sempre i parenti - si è recata di persona allo sportello, dove però non ha potuto accedere perché non aveva prima preso appuntamento. Le è stato detto di tornare ma in una data più in là nel tempo. Così è finita ancora più in preda all'ansia: «È andata sempre più in angoscia» ha confidato la famiglia al pastore evangelico e all'avvocato. Stato d'animo nel quale Viviane, dice la famiglia, si trovava anche quel fatidico 19 giugno quando stava accompagnando le figlie in ospedale a Oderzo per una visita. Proprio poco dopo essere stata all'ufficio casa. È stato lungo quel tragitto, sulla Postumia a Fagarè di San Biagio, che si è verificato il tragico schianto costato la vita alla piccola Favour.Mamma si distrae e finisce con l'auto contro un camion, a bordo del mezzo le due figlie: gravissima la bambina di 10 anniLa dinamica La dinamica è ancora al vaglio della Procura ma in base a quanto ricostruito fino ad ora dalle forze dell'ordine, la 34enne stava procedendo in direzione Ponte di Piave quando ha invaso la corsia opposta, scontrandosi contro un tir. L'autista del mezzo pesante ha tentato di frenare per evitare l'impatto. Ma inutilmente. La Citroen blu con a bordo la famiglia lo ha centrato in pieno. Ricostruzione che comunque ora spetta agli inquirenti accertare. Nel frattempo resta il dolore per la perdita di una bimba descritta da tutti come sempre sorridente, piena di sogni e di volontà di aiutare gli altri.