TREVISO Fugare ogni dubbio sulla morte della piccola Edewede Osabhie Favour, morta a 9 anni tre giorni dopo l’incidente di venerdì scorso, a Fagarè di San Biagio, quando la Citroen su cui viaggiava insieme alla mamma e alla sorellina di 8 anni si è schiantata contro un tir. È con questo scopo che la Procura di Treviso ha disposto l’autopsia sul corpo della bimba, spirata lunedì al Ca’ Foncello. Nel registro degli indagati del fascicolo aperto per omicidio stradale, il sostituto procuratore Elisabetta Spigarelli ha iscritto sia la mamma della piccola sia il conducente del mezzo pesante.
«La mia Favour sognava di diventare dottoressa», la mamma della bambina morta dopo il frontale con un tir: sono distrutta LA DINAMICA Secondo quanto ricostruito fino ad ora, l’auto della 34enne, neopatentata e residente con il marito e le figlie in via Pisa a Treviso, stava procedendo in direzione Ponte di Piave quando, probabilmente a causa di una distrazione, ha invaso la corsia opposta, scontrandosi contro il tir. L’autista del mezzo pesante, un quarantenne, ha tentato di frenare per evitare l’impatto. Ma inutilmente. La Citroen blu con a bordo la famiglia lo ha centrato in pieno. La dinamica così inizialmente ricostruita sarà comunque oggetto di accertamenti e approfondimenti da parte degli inquirenti. Tra le ipotesi al vaglio, c’è anche quella che la piccola Edewede al momento dello schianto fosse seduta davanti, sul sedile del passeggero, insieme alla sorellina di 8 anni rimasta anche lei ferita nell’incidente ma molto più lievemente (è stata dimessa dall’ospedale domenica). Al momento, comunque, resta un’ipotesi da verificare. Tra i nodi che gli investigatori dovranno sciogliere c’è anche la questione se la piccola avesse o meno allacciata la cintura di sicurezza al momento dello schianto. Secondo le prime ricostruzioni no. Ma anche su questo spetterà agli inquirenti fare chiarezza.Un punto di partenza sarà appunto l’autopsia che verrà effettuetta in questi giorni sulla piccola Edewede, le cui condizioni erano fin da subito apparse gravissime. Le operazioni per rianimarla praticate dal personale sanitario sul posto erano durate più di 20 minuti. Poi era stata stabilizzata e trasferita in ospedale con l’elisoccorso. Anche la sorellina era stata portata in pronto soccorso. Ma le sue ferite erano più lievi. Troppo gravi i traumi riportati invece da Edewede, che ha esalato l’ultimo respiro lunedì, dopo tre giorni di agonia, al Ca’ Foncello.Mamma si distrae e finisce con l'auto contro un camion, a bordo del mezzo le due figlie: gravissima la bambina di 10 anni IL DOLORE Quando il cuore della bambina ha smesso di battere, un’ondata di dolore ha invaso la palazzina di via Pisa dove vive la famiglia. «Non riesco nemmeno parlare, sono distrutta». Sono le poche parole che è riuscita a pronunciare la madre, che subito dopo aver appreso la notizia è stata circondata da donne, parenti, amici, bambini e membri della comunità nigeriana, tutti stretti nel lutto per la scomparsa di una bimba definita da tutti come sempre sorridente e volenterosa di aiutare gli altri. «Favour voleva aiutare sempre, in qualsiasi modo - ha raccontato il papà -. Diceva che da grande voleva diventare dottoressa e la sua sorellina la chiamava già così. A scuola era bravissima, anche le maestre dicevano che era la numero uno. Era forte. Abbiamo perso una delle cose più importanti della nostra vita».Ora, al dolore per la perdita della bimba, si aggiunge anche quello per l’inchiesta. Indagati sono appunto sia la mamma alla guida della Citroen, sia il conducente del tir. L’iscrizione nel registro degli indagati costituisce comunque anche una forma di garanzia: sia il camionista che la 34enne potranno nominare un loro legale di fiducia ed eventuali consulenti tecnici in vista dell’accertamento medico-legale.






