(Adnkronos) – Intorno alle 4 di mattina del 24 giugno del 2016, l’Ue cambia per sempre. I dati che affluiscono da tutto il Regno Unito segnalano un solido vantaggio per il Leave: la Brexit ha vinto. Nigel Farage, l’eurodeputato che ha fatto della Brexit il suo cavallo di battaglia, festeggia concedendosi una colazione al Ritz di Londra bevendo champagne. A Bruxelles, i portavoce della Commissione di Jean-Claude Juncker sono sotto choc: il Regno Unito ha deciso di lasciare l’Unione Europea. Se ne vanno: goodbye, fare thee well, bye-bye Brussels. Da 28 Paesi membri, l’Ue passerà a 27, perdendo 66 milioni di cittadini, il 13% della popolazione.
Il referendum del 23 giugno 2016 ha visto un successo netto dei favorevoli alla Brexit: il Leave ha vinto con il 51,9%, contro il 48,1% di favorevoli al ‘Bremain’. La scommessa del primo ministro David Cameron, che aveva voluto il referendum per sconfiggere e mettere a tacere una volta per tutte l’ala euroscettica dei Tories, che gli faceva la fronda, si è rivelata un clamoroso autogol: la Brexit ha vinto, il Regno Unito esce dall’Ue. Lo stesso 24 giugno, Cameron annuncia le proprie dimissioni, che diverranno effettive il 13 luglio 2016. Intanto, la sterlina crolla nel cambio con il dollaro a livelli che non vedeva dal 1985, ma anche le Borse europee sprofondano: a Milano piazza Affari perde oltre il 12%, uno dei crolli peggiori della sua storia.












