Non solo opposizione e ambientalisti contrari alla legge: ci sono malumori anche dentro il centrodestra

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La riforma della caccia che diventa "attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi" diventa a sua volta terreno di caccia per i soliti mugugni della sinistra e degli ambientalisti. Il testo che arriverà oggi in aula con il voto su una valanga di emendamenti (900 quelli presentati) parte da una proposta di Lega e Fratelli d'Italia di inizio legislatura che si è incardinata la scorsa estate. La riforma di 20 articoli firmata dal presidente dei senatori Fdi Lucio Malan riscrive le regole del sistema venatorio fissate dalla legge 157/1992 e dà al cacciatore un ruolo attivo come "bioregolatore" ma non piace neanche a un pezzo di centrodestra - con Vittorio Feltri che l'ha definita una norma "sparatutto" e la deputata di Noi moderati Michela Vittoria Brambilla che ne chiede l'abolizione - ma, come ripete da tempo il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, è una norma "equilibratissima", ci sono "più sanzioni contro la piaga del bracconaggio", con multe più salate e sospensione delle licenze, si razionalizza un sistema su dati scientifici aggiornati e si migliora la convivenza tra fauna, agricoltura, sicurezza e sanità animale. Anche il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si è detto "disponibile al confronto e a intervenire per migliorare ulteriormente il testo in Aula".Per smentire alcune fake news sulla riforma venatoria, le principali associazioni nazionali riconosciute (Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, Anlc, ANUUMigratoristi e Italcaccia) hanno vergato un documento nel quale respingono le accuse mosse da sinistra e ambientalisti sulla presunta apertura della caccia nei parchi, nelle spiagge e nelle città (dove è già possibile farlo, sono le Regioni coi Piani faunistico-venatori a stabilire limiti, regolamenti e aree) e soprattutto sull'ipotesi che la liberalizzazione generalizzata dell'attività venatoria consentirà ai cacciatori una libertà tale da mettere a rischio le specie protette.In effetti saranno allargate le specie cacciabili ad alcuni animali selvatici spesso causa di incidenti stradali o già protette in passato come il lupo, aumentano le aree di caccia consentite, come spiagge e aree protette ma anche nelle aziende faunistiche private. Sarà possibile cacciare anche durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali e anche al buio, perché si potranno usare visori notturni e silenziatori, ma solo dentro i limiti previsti già oggi nelle fasi di maggiore vulnerabilità. Previsti limiti meno rigidi su alcuni uccelli usati come esca sonora negli appostamenti.