La "potestà genitoriale" tolta alla donna. Il papà: "Sapevo che era lei, incubo finito"
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Sono partiti dalle carte del divorzio, gli investigatori, dal tormentato rapporto dei genitori e dalla sentenza del Tribunale di Cassino che lo scorso maggio aveva revocato la responsabilità genitoriale alla sola madre perché ostacolava la ripresa dei rapporti tra l'ex marito e le figlie, manipolandole. Una decisione che non aveva mai accettato, al punto da architettare un piano "familiare" per andarsi a riprendere le ragazze. Ancora non è chiaro quale sarebbe stata la fase due del piano, quello Valentina D'Acunto lo racconterà al gip durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto. Per depistare, fino a poche ore prima dell'epilogo della vicenda, la donna aveva espresso il drammatico timore che le figlie fossero morte.In cuor suo il padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, ha sempre sospettato che dietro alla sparizione delle figlie potesse esserci l'ex moglie. Ora - dopo aver avuto un malore andando in caserma per cercare di riabbracciale prima che fossero trasferite in un'altra struttura protetta - si sta riprendendo: "È la fine di un incubo, ma non siamo ancora arrivati alla fine. L'unico pensiero va a loro, che stiano bene. Finora le ho viste solo da lontano: devo dargli il tempo necessario per fargli recuperare la propria psiche. Sono emozionato, pieno di rabbia ma anche di felicità". Anche Youssef, il fidanzatino 16enne di Alisya, non sta nella pelle: "Sono contento, quello che conta è che stanno bene. Voglio loro veramente bene, tanto bene". Anche se il procuratore D'Angelo ha detto che la sua testimonianza non è servita a trovare le sorelle, il ragazzino aveva ipotizzato che potesse esserci la madre dietro alla loro fuga. I carabinieri avevano anche svolto accertamenti su di lui per escludere che potesse avere fatto da tramite. Nulla di tutto ciò: Youssef non è mai stato in contatto con nessuna delle persone coinvolte. Adesso non gli rimane che sperare, un giorno, di poter riabbracciare la sua amata.











