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Giulio De Santis e Alfio Sciacca

Il tribunale di Cassino ha motivato la decadenza della potestà genitoriale: «La madre ha dimostrato una pervicace opposizione alla ripresa di rapporti tra le minori e il padre, con atteggiamenti manipolativi e condizionanti»

«Valentina D'Acunto, la madre delle due sorelline di Formia, ha mostrato di non comprendere la grave sofferenza delle figlie e i danni prodotti con la sua condotta, (...) con ciò di fatto privando le figlie della figura genitoriale paterna. In particolare la signora ha dimostrato (...) di non essere in grado di recuperare le competenze di genitore necessarie per garantire alle figlie una crescita sana ed equilibrata». Sono i passaggi cruciali della sentenza con cui il Tribunale di Cassino ha motivato la decadenza della potestà genitoriale alla madre delle due sorelline di Formia di 12 e 16 anni.

La sentenza è stata scritta lo scorso 28 maggio. Pochi giorni prima che le bambine sparissero per essere poi ritrovate ieri. Ecco perché i giudici sono arrivati a decidere sulla decadenza. Vengono ricordati due episodi: «Nell'ottobre del 2024 la D'Acunto si era recata presso la comunità dove si trovavano le figlie, sebbene non autorizzata, viaggiando in autobus con una di loro sia all'andata che al ritorno, chiedendo ad altra minore ospite della Comunità di poter utilizzare il suo telefono per comunicare con la figlia».