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L’esperienza di Starmer come leader del Labour Party e Primo Ministro del Regno Unito è arrivata al termine. Nella giornata di lunedì, Starmer ha annunciato le sue dimissioni, a causa della scarsa popolarità del governo e del risultato delle elezioni locali di maggio, che hanno visto anche votare per il rinnovo del Parlamento scozzese e gallese. A sostituirlo sarà, con ogni eventualità, l’ex sindaco della Città Metropolitana di Manchester Andy Burnham, forte della vittoria alle elezioni suppletive al seggio di Makerfield.

Quale eredità lascia il governo Starmer? La strategia adottata per fermare la destra radicale ha funzionato o la cosiddetta Quarta Via non ha portato ai risultati sperati? E rivolgendo lo sguardo al futuro, Burnham riuscirà a rilanciare l’azione di governo e dare linfa vitale al Labour Party?

L’eredità di Starmer: un governo in difficoltà, un partito allo sbando

Con le dimissioni di Starmer, è ora possibile fornire un giudizio definitivo sul suo operato, sia come Primo Ministro che come leader del Labour Party. Al netto di alcuni provvedimenti, prese di posizioni e traguardi, lo stato in cui versano il Regno Unito e il partito fa propendere per una bocciatura.