Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro in un atteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street. L'uscita di scena Starmer, travolto dall'impopolarità e dal crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham.
Trionfo per Andy Burnham: questa è l’ultima estate di Starmer premier
Durante una conferenza stampa, Starmer ha difeso il proprio operato ricordando di aver preso le redini, sei anni fa, di un Partito laburista «politicamente, finanziariamente e moralmente fallito». Il premier ha sottolineato che all'epoca molti ritenevano il Labour «finito» ed erano convinti che una vittoria elettorale fosse impossibile. «Ma abbiamo dimostrato che quelle persone si sbagliavano» ha continuato Starmer, rivendicando di aver «estirpato il veleno dell'antisemitismo» e di aver ripristinato la fiducia del paese nell'economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale. Il leader laburista ha inoltre sostenuto di aver riportato il partito a schierarsi «con orgoglio accanto alla nostra bandiera nazionale, e non contro di essa».
Le candidature alla leadership del partito laburista potranno essere presentate dal 9 al 16 luglio, ha spiegato Starmer, sottolineando di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Partito laburista di definire un calendario per la corsa alla leadership del partito. Questa agenda permetterà la presenza del successore del primo ministro uscente alla guida del Labour entro la ripresa dei lavori parlamentari a settembre.










