Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro in un atteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street. L'uscita di scena Starmer, travolto dall'impopolarità e dal crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham. Il discorso Ad annunciarlo è lo stesso Starmer dopo settimane di tensioni politiche e un weekend di riflessione a Chequers, la residenza di campagna dei premier britannici. «È stato l’onore della mia vita entrare a Downing Street», ha detto davanti ai suoi ministri e staff che lo hanno applaudito, «abbiamo ereditato un Paese in grave difficoltà e abbiamo cercato di cambiare il cambiamento: stop all’austerità, un’economia che funziona, liste di attesa in ospedale ridotte, più diritti per lavoratori, abbiamo recuperato la reputazione del nostro Paese. Ma non è stato possibile andare avanti. Il partito non crede più in me e mi dimetto. Ho informato il re». Keir Starmer si è commosso durante l'annuncio. Starmer ha ammesso che la domanda che il suo partito si sta ponendo è se lui sia la persona più adatta a guidarlo alle prossime elezioni generali e ha detto di aver «ascoltato la risposta» della dirigenza laburisti a questa domanda e di «accettarla con serenità». «Ogni decisione che ha preso», ha detto, «è stata dettata dal “mettere al primo posto il Paese che amo”».
Regno Unito, Starmer si dimette dopo due anni: “Garantirò una transizione ordinata”
Dopo le pressioni arrivate dai laburisti, il premier ha comunicato il suo addio anticipato. Oggi il giuramento a Westminster del rivale di partito Andy Burnham










