Cinquantasei anni, popolare sindaco dimissionario di Manchester, ex ministro ed esponente progressista della corrente della cosiddetta 'soft left': è in pillole l'identikit di Andy Burnham, che dopo le dimissioni del premier britannico Keir Starmer sembra proiettato ad essere il prossimo primo ministro a varcare la soglia del numero 10 di Downing Street.

Il "re del Nord", come Burnham è stato a suo tempo ribattezzato, punta così a coronare il sogno di una carriera, che appariva così lontano dalla sua Manchester, amministrata con ottimi risultati, e che sembra ora a portata di mano, dopo aver tentato due volte di diventare leader del Labour, essere stato ministro e deputato per 16 anni.

Nell'elezione suppletiva per il seggio di Makerfield alla Camera dei Comuni dei giorni scorsi, Burnham ha ottenuto una vittoria valanga che ha coinciso con l'avviso di sfratto a Starmer: Burnham - grazie a un'affluenza risalita quasi al 60% - ha sfiorato i 25.000 voti, toccando la quota del 55% dei votanti.

Burnham, fin dalla prima dichiarazione dopo il trionfo alle urne, ha affermato che "la politica britannica non funziona e il Paese non è dove dovrebbe essere", parlando di "una svolta" e allo stesso tempo di "un'ultima chance per un cambiamento" del suo partito prima che sia troppo tardi.