Fino a poche settimane fa appariva una figura influente nei corridoi del partito ma distante dalla politica nazionale. Ora le dimissioni di Keir Starmer hanno aperto la corsa alla successione e trasformato Andy Burnham nel favorito come prossimo inquilino di Downing Street. Dopo il trionfo riportato venerdì nell’elezione suppletiva di Makerfield e il passo indietro del primo ministro, il cinquantaseienne “re del Nord” vede la guida del Regno Unito più vicina che mai.
Il successo ottenuto a Makerfield ha avuto un valore che va ben oltre la conquista di un seggio ai Comuni. Il sindaco di Greater Manchester si è imposto con numeri tali da accreditarsi come il solo esponente laburista in grado di contendere a Nigel Farage il consenso delle classi popolari. E Starmer, che in un primo momento aveva annunciato di essere pronto a dargli battaglia, dopo 72 ore ha deciso di lasciargli il campo. Nel primo discorso dopo la vittoria Burnham ha parlato della necessità di una “svolta” per il Paese e di “un’ultima chance” per il Labour di riconquistare gli elettori prima che sia troppo tardi. Deputato dal 2001 al 2017, ministro nei governi di Tony Blair e Gordon Brown, due volte candidato alla leadership del Labour, Burnham ha costruito la seconda parte della propria carriera lontano da Westminster, trasformandosi nel volto politico della rinascita di Manchester e del Nord dell’Inghilterra.












